Una sacca di cuoio di capra è stata ripetutamente lavata con acqua sterile e riempita con latte pastorizzato inoculato con la flora batterica dell'intestino di una pecora. Il latte è stato mantenuto ad una temperatura di 24-26 gradi per 48 ore e agitato ogni ora. Dopo le 48 ore il 75% del latte fermentato veniva rimosso e sostituito con nuovo latte pastorizzato. Il procedimento è stato ripetuto per 12 settimane.
Al termine dell'esperimento nella sacca affioravano i granuli di Kefir.
Questo fatto ha sempre circondato l'origine del kefir di un alone di mistero: come e quando si sono formati i granuli di kefir? Sicuramente l'origine dei primi granuli di Kefir è molto antica e probabilmente la formazione del ceppo di batteri e lieviti che ci donano questo meraviglioso prodotto ha richiesto tempo. Sin dall'antichità le popolazioni di differenti parti del mondo utilizzavano fermenti per trasformare il latte rendendolo così conservabile piú a lungo. Perfino la bibbia cita la fermentazione del latte.
Abramo offre ai tre
angeli venuti ad annunciare la sua paternità latte fermentato. Che fosse Kefir? In effetti una delle
proprietà che si attribuiscono al Kefir è proprio quella di permettere agli uomini di
procreare fino a 90 anni, esattamente l'età in cui Abramo ha avuto Isacco...
Il Mito
Secondo la tradizione piú accreditata, Maometto in persona, di passaggio nel caucaso,
avrebbe donato i primi grani di
kefir agli avi dei montanari della regione. Per questo motivo, i grani del Kefir (detti quindi
anche grani del Profeta)
erano costuditi gelosamente e si riteneva che avrebbero perso le loro virtú benefiche se
il loro segreto fosse stato divulgato. Il kefiran veniva ritenuto una risorsa della famiglia e tramandato di
generazione in generazione e per secoli solo gli abitanti del caucaso poterono trarre piacere e benefici da
questo alimento.
Fin qui la leggenda, che comunque apre altri interrogativi: dove li aveva trovati Maometto i granuli del Kefir? Inoltre tutta la storia sembra molto opportuna per i consumatori di Kefir del Caucaso; ricordiamo che il Kefir è leggermente alcolico, eppure con la scusa che lo ha fornito Maometto anche i mussulmani lo possono bere.
Tuttavia la commercializzazione su grande scala del Kefir era impossibile senza i granuli che erano conservati segretamente.
All'inizio del 20 secolo, i membri della Società Russa Generale di Medicina decisero di procurarsi i granuli di Kefir. A tal fine contattarono i 2 fratelli Blandov che erano titolari della latteria generale di Mosca ma che avevano anche degli stabilimenti nel caucaso e un caseificio nella città di Kislovodsk; il piano messo a punto con i due fratelli era di iniziare a produrre kefir anche a Mosca.
I Blandov accettarono, in quanto avrebbero avuto l'esclusiva della produzione di Kefir in un mercato promettente come la città di Mosca.
Nikolay Blandov si servì di una giovane e attraente impiegata, Irina Sakharova, per sedurre il principe Bek-Mirza Barchorov e ottenere i granuli di Kefir. Tuttavia le cose non andarono come preventivato, il principe sebbene infatuato di Irina, non le concesse i granuli. Per questo motivo, Irina lasciò Kislovodsk per fare ritorno a casa. Tuttavia, sulla via del ritorno fu rapita dagli emissari del principe che voleva forzarla a sposarlo. Irina, inspiegabilmente rifiutò, e venne salvata da un manipolo di uomini mandatole in soccorso dai fratelli Blandov.
Il principe fu convocato a corte dallo Zar Nicola II e condannato a fornire ad Irina 10 libbre di granuli di Kefir per risarcirla dell'oltraggio subito.
I granuli vennero portati alla latteria dei fratelli Blandov a Mosca e nel settembre 1908 se ne iniziò la commercializzazione.
Inizialmente il Kefir venne prodotto utilizzando un metodo differente da quello tradizionale, e solo a partire dagli anni 50 la produzione industriale del Kefir è simile a quella tradizionale.
Nel 1973 Irina Sakharova ricevette un encomio solenne da parte del Ministero dell'Industria Alimentare dell'URSS.
Attualmente il Kefir è ampiamente diffuso e utilizzato nei territori della ex Unione Sovietica. Nel 1988 se ne consumavano circa 1 millione di tonnellate all'anno, pari ad un consumo medio di 4,5 kg pro capite.
Questa pagina è stata visitata 4914 volte.